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    July 18

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    Grazie di tutto, Aereoplanino!
     

    E’ proprio vero, gli anni passano per tutti. Sembra una frase fatta, ma adesso sto iniziando a capire cosa voglia dire.
    Fa uno strano effetto pensare che non decolleranno più areoplanini, nè sul prato di Marassi, né in nessun altro, ora che gli anni costringono gente come Vincenzino Montella ad appendere le scarpe al chiodo.
     

    Quella “singolare esultanza” dopo un gol e la sua classe sono tra i motivi principali che mi hanno fatto innamorare della Samp. Per questo e per i suoi tanti gol con la nostra maglia, ma non solo, sarò sempre grato a Vincenzino. Il tempo si porta via tante cose ma le più importanti restano indelebili. Si cambia, si cresce, e bisogna essere intelligenti per capire quando è il momento si chiudere un capitolo per evitare di rovinare il passato.
     

    Lui, l’Areoplanino, ha detto stop appena si è resto conto di non poter più tornare su livelli fisici accettabili necessari per un attaccante ed ha detto stop senza proclami, in punta di piedi. Un Campione anche in questo che forse avrebbe meritato più riconoscimenti nella sua carriera comunque splendida. Avrebbe potuto tagliarsi drasticamente lo stipendio intascato a Roma e di certo non avrebbe avuto difficoltà a trovare una squadra di buon livello disposta a offrirgli una maglia, come fanno molti giocatori a fine carriera, scendendo magari anche di categoria. Io, comunque, sento di condividere la sua scelta. I ricordi sono fatti apposta per essere rivissuti con un po’ di nostalgia, tuttavia, quelli più importanti danno la forza per andare avanti con rinnovato entusiasmo.
     

    La “fragile” condizione fisica ha segnato tutta la carriera della punta di Pomigliano d’Arco, anche la sua avventura in blucerchiato,  ma non gli ha impedito di entrare nella storia della Samp e del Calcio italiano come uno dei più grandi attaccanti degli ultimi tempi. Senza tutti quegli infortuni probabilmente avrebbe fatto ancora più “male” alle difese avversarie.
     

    A tutti noi doriani rimarrà scolpita nella mente l’immagine del Montella calciatore con le ali spiegate che vola sotto la Sud. Adesso insegnerà calcio ai più piccoli; intanto, sperando tra qualche di poter ammirare il suo erede, ogni doriano vero, ogni sportivo, non può che ringraziare e augurare buona fortuna a Vincenzo per il suo lavoro coi giovani “lupetti”. Dai Vincenzino, decolla!.